Leonardo Manzan – Uno spettacolo di Leonardo Manzan – Sempre più Fuori 2025

Leonardo Manzan - Uno spettacolo di Leonardo Manzan - Sempre più Fuori 2025

Descrizione

Radio Frammenti con la sua postazione radiofonica itinerante segue anche per l’edizione 2025 il festival Sempre più Fuori.
festival multidisciplinare di teatro, musica, danza, cinema, letteratura, arte, fotografia
V edizione

Letteratura, musica, cinema, arti performative e installazioni site-specific: un intreccio di linguaggi in movimento che torna a Roma con Sempre più Fuori dal 7 al 18 luglio 2025. Più che un festival: una piattaforma culturale che unisce eccellenza artistica, ricerca e accessibilità.

Cuore della manifestazione sono l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo e il Goethe-Institut Rom, con i loro spazi di sorprendente bellezza e identità, affiancati quest’anno da scenari urbani densi di significato, come ad esempio il Cimitero Monumentale del Verano e il Policlinico Umberto I. Luoghi che, durante il festival, si trasformano in “isole culturali”, crocevia di scambi e relazioni, dove artisti emergenti e grandi nomi internazionali intrecciano nuove connessioni tra opere, territori e pubblici.

In questa intervista incontriamo Leonardo Manzan che ci racconta di
Uno spettacolo di Leonardo Manzan

Leonardo Manzan, giovane autore e regista di talento, due volte vincitore della Biennale di Venezia con gli spettacoli “Cirano deve Morire” nel 2018 e “Glory Wall” nel 2020, presenta un titolo che non avrebbe bisogno di ulteriori chiarimenti: “Uno spettacolo di Leonardo Manzan”.
Dopo aver fatto incontrare il teatro con il rap e il dj set e dopo aver censurato il palcoscenico con l’installazione artistica di un muro di 12 metri, in occasione di questo lavoro, Manzan trasforma il teatro nella sala di un museo d’arte contemporanea. Allestisce un vernissage che si presenta così: “Ogni opera d’arte potrebbe intitolarsi autoritratto”. Per questo accoglie il pubblico in piedi su un piedistallo. “Benvenuti. È un vero onore essere qui.” Dice. Sottinteso: per voi.
In questa mostra che diventa spettacolo, Leonardo Manzan espone sé stesso come opera d’arte e offre così un cabaret di assurdità, paradossi e provocazioni narcisistiche in una performance convintamente autoreferenziale. Uno spettacolo contro i luoghi comuni dell’arte contemporanea. Una parodia dell’autofiction che riflette sul problema del culto di sé in assenza di sé, sul dramma di chi dice io senza nessuno che gli risponda tu e sulla mediocrità che si autocelebra. Un tentativo disperato di ristabilire il principio dell’eccezionalità dell’artista e negare la democrazia nel campo dell’arte. Un invito agli artisti a prendersi con arroganza la scena per uccidere il personaggio protagonista del teatro di oggi: il perdente di talento.
Uno spettacolo di Leonardo Manzan.
C’è altro da aggiungere?

di e con Paola Giannini, Leonardo Manzan, Rocco Placidi
regia Leonardo Manzan
una produzione La Fabbrica dell’Attore-Teatro Vascello, Associazione Cadmo per Le vie dei festival

DURATA: 60’

Nello spettacolo è presente una scena di nudo integrale

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