Gioia Salvatori – Avere una brutta natura – Sempre più Fuori 2025

Gioia Salvatori - Avere una brutta natura - Sempre più Fuori 2025

Descrizione

Radio Frammenti con la sua postazione radiofonica itinerante segue anche per l’edizione 2025 il festival Sempre più Fuori.
festival multidisciplinare di teatro, musica, danza, cinema, letteratura, arte, fotografia
V edizione

Letteratura, musica, cinema, arti performative e installazioni site-specific: un intreccio di linguaggi in movimento che torna a Roma con Sempre più Fuori dal 7 al 18 luglio 2025. Più che un festival: una piattaforma culturale che unisce eccellenza artistica, ricerca e accessibilità.

Cuore della manifestazione sono l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo e il Goethe-Institut Rom, con i loro spazi di sorprendente bellezza e identità, affiancati quest’anno da scenari urbani densi di significato, come ad esempio il Cimitero Monumentale del Verano e il Policlinico Umberto I. Luoghi che, durante il festival, si trasformano in “isole culturali”, crocevia di scambi e relazioni, dove artisti emergenti e grandi nomi internazionali intrecciano nuove connessioni tra opere, territori e pubblici.

In questa intervista incontriamo Gioia Salvatori che ci racconta di
AVERE UNA BRUTTA NATURA
un varietà tutto storto
Gioia Salvatori

Avere una brutta natura è un viaggio intorno al malcostume dello stare al mondo, vizio di noialtri vivi con le nostre manie di protagonismo. La natura è brutta e noi ci facciamo i conti continuamente così, in questo annaspare per stare dritti, ecco qui, il varietà. E tuttavia è storto, come recita il sottotitolo, perché solo l’errore ci tiene a galla a noialtri nervosi. Qui la stortura è un scelta profondissima: storti come la natura stessa che non ammette correzioni, con una nostra precisa zoppia interna procediamo dispettosamente a testimoniare il desiderio di essere altro, di poter andare, di poter giocare a mettere in discussione questo tempo veloce che non tiene conto di quasi niente di quello che ci interessa per campare. Esserci per fare una piccola azione di sabotaggio. Così come la vita è dispettosa con noi, noi con lei, e l’occasione diventa ghiotta per provare a innervosire tutto: il presente, le mode, le relazioni, l’ inutile cincischiamento del nostro sé e la paccottiglia di cose in cui siamo immersi continuamente.
Lo spettacolo è un tentativo di ripensare la forma del varietà classico, un tempo luogo d’elezione dell’intrattenimento, cercando di radicarlo nel presente. Se da una parte si conserva la forma originaria, dall’altra si tenta di farne saltare il meccanismo, a partire dal contenuto per andare via via nel gesto, nella musica, in tutto il fatto scenico. In un presente che declina l’intrattenimento in tutte le forme possibili, la comicità è diventata quasi una persecuzione: si ride a cena, a pranzo, appena svegli, si ride di nonna che fa la crostata online, si ride come se si stesse crepando. Così questo spettacolo è un invito anche a una certa preoccupazione sotterranea, un uso della risata anche e ancora come forma di fuga dal controllo, come fuoriuscita dal cinismo per andare verso una grazia, quella di chi cerca nonostante tutto di provare a resistere in una differenza.

di e con Gioia Salvatori
e con i musicisti Simone Alessandrini, Iacopo Schiavo, Valerio Vantaggio
messa in scena Fabiana Iacozzilli
musiche originali Simone Alessandrini
drammaturgia fisica e consulenza coreografica Carlo Massari
scene Rosita Vallefuoco
luci Raffaella Vitiello
video Luca Brinchi
riprese video Carlo Fabiano
animazioni Turtle Studio
costumi Annapaola Brancia d’Apricena
realizzazione costumi Pariya Mohammadi
assistente alla regia Samuele Gambino
consulenza artistica Lorenzo Letizia
ufficio stampa Antonella Mucciaccio
produzione Cranpi, La Corte Ospitale
con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione
Emilia-Romagna
con il sostegno di Teatro Biblioteca Quarticciolo

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