
Descrizione
Visioni è un podcast di Radio Frammenti che racconta il mondo dei festival, degli eventi culturali e delle stagioni teatrali.
Radio Frammenti è un progetto ideato e curato da Maria Genovese.
In questa intervista incontriamo Maria Chiara Montella ed Elvira Buonocore che ci raccontano di Opera Viva, che apre la quattordicesima edizione del festival Inventaria
INVENTARIA LA FESTA DEL TEATRO OFF
QUATTORDICESIMA EDIZIONE | dal 10 maggio al 13 giugno
11 SPETTACOLI 6 DEMO 14 PRIME NAZIONALI E ROMANE
38 PARTNER in 14 REGIONI con 50 REPLICHE in palio
4 TEATRI IN 4 QUARTIERI ROMANI
CARROZZERIE N.O.T. ostiense | TEATRO TRASTEVERE trastevere
TEATROSOPHIA piazza navona | TEATROBASILICA san giovanni
Organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, con la direzione artistica di Pietro Dattola e, per le Demo, di Flavia Germana de Lipsis, INVENTARIA 2024 esplorerà in 13 serate – dal 10 maggio al 13 giugno – un ampio e diversificato ventaglio di forme e linguaggi, dalla prosa sperimentale al realismo magico, dal teatro civile al teatro dell’assurdo, dalla performance alla narrazione al teatro danza.
Carrozzerie n.o.t
10 maggio
in concorso
PRIMA ROMANA
Maria Chiara Montella
OPERA VIVA
di Elvira Buonocore
regia Maria Chiara Montella
con Alessandra Cocorullo, Gianluca Vesce, Riccardo Ciccarelli, Stefania Remino
SINOSSI
Le case sono vive. Sono luoghi metamorfici soggetti al divenire. Posti mutevoli in cui l’infanzia semina con euforia. Le case sono piantagioni furibonde, incipit architettonici di un racconto esistenziale che non potendo mai finire, si sfilaccia in una dolorosa intermittenza. I tre fratelli, Palma, Alfio e Rosario, si ritrovano presso lo studio di un notaio per la discussione di un atto di compravendita. La loro casa natale, costruita sul versante costiero di una regione imprecisata, viene di fatto svenduta dopo anni di indugi. È la procedura notarile che, autorizzata dalla legge all’invadenza, ricostruisce l’evento. Il ricordo immobile, il macigno che la casa ha conservato e che i suoi abitanti hanno voluto rimuovere. È un assedio di domande, un violento attacco personale: il rogito diventa a poco a poco un processo. Un atto di accusa. Attraverso quella costante, premeditata intermittenza, il passato penetra nel racconto, lo segmenta, lo travolge. Lo spacca in due.
NOTE DI REGIA
Opera Viva affronta un tema universale: la memoria.
Il passato che ci perseguita fin quando ci rifiutiamo di farci i conti.
E questo, vale microscopicamente, per noi come individui nel mondo, e macroscopicamente, in quanto comunità sociale.
Ciò che noi calpestiamo, ciò che noi distruggiamo per il nostro egoistico bisogno, prima o poi ci chiederà il conto.
Il fulcro sul quale si gioca questa partita con il passato è una casa. La casa d’infanzia.
Casa è fondamenta. Quel luogo in cui il seme di chi siamo viene piantato, il serbatoio del nostro lessico umano. Casa è ciò da cui si fugge per una promessa di libertà effimera.
Casa è infine, ciò a cui si torna ineluttabilmente, per scoprire che ci è rimasta addosso, che ci rimarrà per sempre addosso.
