
Descrizione
Radio Frammenti é un progetto ideato e curato da Maria Genovese.
In questa intervista incontriamo Iginio De Luca che ci racconta di Tevere Expo.
Tevere Expo, di Iginio De Luca
Installazione urbana, affissione pubblicitaria. Dal 26 aprile 2021 per due settimane a Roma
Progetto vincitore di Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere.
Quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro.
Friedrich Nietzsche
A Roma il Tevere scorre in basso a nostra insaputa e, forse, anche alla sua. Noi sopra in città, nel crocevia del tutto, nel compulsivo oscillare tra l’estasi e l’inferno e lui giù in fondo,
impercettibile, assente e pesante, quasi immobile, si lascia trasportare al ritmo cadenzato e melmoso di un tempo sospeso, onirico.
Il progetto “Tevere Expo” vuole rendere visibile l’oscuro, riesumare l’anima inconscia del fiume e, di riflesso, anche la nostra: quella clandestina data per scordata e mai condonata. Scarti, rifiuti, oggetti smarriti, affogati in un naufragio all’inizio privato e poi pubblico, che dall’acqua affiorano trasfigurati nell’essenza estetica e sostanziale. Reliquie urbane riemerse da un singolare girone dantesco, resi irriconoscibili da metamorfosi chimiche e temporali; una sublimazione alchemica che ne sovverte la natura funzionale e originaria.
Come gli iceberg, la maggior parte degli oggetti è sommersa e una minima percentuale affiora all’esterno: riemergono testimonianze industriali e domestiche di un quotidiano rinnegato che, dopo anni di apnea, varcano il limite, rompono il confine dell’acqua per quello dell’aria. Le 15 immagini torbide, ovattate, quasi pittoriche, sfocate nei contorni come nei significati, acquistano carattere evocativo e alternativo a realtà ineluttabili e spietate: quelle della non curanza e dell’abbandono. Stampate in grandi formati su carta blue back sono affisse a Roma su cartelloni pubblicitari, protagoniste di una singolare campagna promozionale che in maniera democratica e popolare sponsorizzano l’inutile, il frammento, l’inservibile. Il Tevere esonda metaforicamente in strada, sale e irrompe nello spazio pubblico come forma di denuncia poetica che reclamizza la sua anima e ne rivendica il lato più visionario, la sua misteriosa e inquietante bellezza. I manifesti faranno da specchio etico, pretesto simbolico ed estetico a valenza universale per riflettere e riflettersi. Nell’abisso che ci guarda, magnifico e crudele, un accumulo di reperti sfilano nel silenzio del fiume che tutto trattiene e tutto ridà.
