
Descrizione
Fra(m)menti di Primavera”, a cura di Radio Frammenti, è un racconto itinerante di Primavera dei Teatri 2020, fatto di voci e suoni dai luoghi, che sono ormai da oltre vent’anni punto di riferimento al Sud per i nuovi linguaggi della scena contemporanea e la nuova drammaturgia. La radio, per mettere in connessione le menti, per provare a costruire attraverso una comunicazione orizzontale e collettiva, un modo nuovo di stare tutti insieme.
Radio Frammenti è un progetto ideato e curato da Maria Genovese.
In questa intervista incontriamo Paolo Mazzarelli per Soffiavento
PAOLO MAZZARELLI
SOFFIAVENTO. Una navigazione solitaria con rotta su Macbeth. Prima nazionale (55’)
di e con Paolo Mazzarelli
scene Paola Castrignanò
sound design e musiche originali Luca Canciello
disegno luci Luigi Biondi
prodotto da Theatron Produzioni
con il supporto del Centro Teatrale Umbro e Angelo Mai
Un noto attore immaginario – Pippo Soffiavento – è in scena con la sua ultima interpretazione: il Macbeth. Ma qualcosa va storto, lo spettacolo si interrompe, e l’attore è costretto a calare la maschera, mostrando al pubblico se stesso. Al posto del ritratto del mitico Re di Scozia, va quindi in scena un (auto)ritratto di colui che intendeva interpretarlo, ma col passare del tempo i ritratti dei due – impegnati entrambi a fare i conti col compiersi del loro destino – finiscono per confondersi, fino a quando Macbeth e Soffiavento si riveleranno essere due facce della stessa medaglia. La vanità, l’ambizione, la follia, il potere: che tu sia un artista o un re, che tu sia un tiranno o un attore, i nemici di un uomo sono gli stessi, e quando – al momento della resa dei conti – lo si capisce, è molto spesso troppo tardi. Macbeth, mentre il sipario già si chiude sulla sua esistenza, paragona la sua parabola proprio a quella di “un attore che si gode la sua ora sulla scena, e poi non se ne sa più nulla”. Grida in faccia al suo destino: “Soffia, vento! Vieni, naufragio!”. Eppure è proprio allora, quando il velo dell’io cade e ci si affaccia sul regno dell’impossibile, che può succedere – ad un attore, ad un re, ad un qualunque essere umano – di vedere e di vedersi. Ed è allora che, messo alle spalle il tempo dell’uomo, ha inizio talvolta quello del Teatro.
Paolo Mazzarelli, nato a Milano, si diploma nel 1999 alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi. A teatro lavora tra gli altri con Nekrosius, Stein, Martone, De Rosa, Baracco, Tolcachir. Nel 2001 ottiene un riconoscimento speciale al Premio Scenario e nel 2005 il Premio Franco Enriquez, entrambi per lo spettacolo Pasolini, Pasolini!, di cui è regista e interprete. Nel 2009, insieme a Lino Musella, fonda la compagnia teatrale MusellaMazzarelli con cui scrive, dirige e interpreta diversi spettacoli, vincendo nel 2010 il premio In- Box per Figlidiunbruttodio, nel 2014 il Premio della Critica ANCT per lo spettacolo La società, nel 2016 il premio HYSTRIO alla drammaturgia per Strategie Fatali. Nel 2017 insieme a L Musella e Monica Nappo vince il Premio Enriquez come miglior attore per Orphans di Dennis Kelly. Per il grande schermo Mazzarelli ha preso parte a Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido, La grande bellezza di Paolo Sorrentino, L’ultimo terrestre di Gipi, Noi credevamo di Mario Martone e, più recentemente, Genitori quasi perfetti di Laura Chiossone e Love Wedding Repeat di Dean Craig. È stato inoltre protagonista di diversi film e serie per la televisione.
